martedì 22 luglio 2008

QUASI COME KEROUAC, 02

Il parco dà ricetto a combinazioni davvero innovative di persone. Ancor più di Berkeley in generale, è una specie di laboratorio, e si ha l'impressione che questa area erbosa sia una specie di centro di tecniche sperimentali di creazione della gente, una sorta di capitale mondiale della coppia mista. Probabilmente metà delle coppie presenti è in qualche modo incrociata, perlopiù bianchi e neri ma anche asiatici e bianchi (nella versione meno comune di uomo asiatico-donna bianca), duetti bianco-latini, o asiatico-latini o nero-asiatici, con una spruzzata di lesbiche. Sembra di essere in un casting per la pubblicità di una banca - si prende uno di questo, due di quello, più una figura non tradizionale... "DAMMI GLI ANNI NOVANTA! DAMMI IL FUTURO!"
Incidentalmente, io e Toph, quanto a repertorio di battute, siamo nel bel mezzo di una fase sulla dubbia importanza delle razze. Non siamo sicuri di come sia cominciata, anche se di certo non a causa del maggiore e più responsabile di noi due, ma più o meno funziona così.
Io dico: Il tuo berretto puzza di piscia.
E lui: Dici così solo perchè sono negro.
Segue risata.
Questo schema funziona adattato a qualunque situazione, per esempio con la sessualità ("Mi stai dando noia solo perchè sono gay?") o con la religione ("E' perchè sono ebreo? E' per quello?"). Oh, ci divertiamo un mondo, o almeno io sì, anchè perchè lui sa a malapena quello che sta dicendo (NDR: Dave, ovvero l'io narrante, ha 22 anni, il fratellino Toph solo 8...). Ovviamente io sto bene attento che questi pezzi di bravura restino tra noi, e che ce li godiamo solo a casa, dato che tutta la vis comica andrebbe persa con i suoi compagni, i loro genitori, o ancora peggio, con la signora Richardson.
Dopo circa una mezz'ora di performance ad altissimo livello col frisbee, ci riposiamo nel bel mezzo della zona aquiloni, sull'erba, osservando le code che saltellano e si inarcano. Il Golden Gate è proprio davanti a noi, sembra minuscolo, leggero, fatto di plastica e di filo di ferro. La città, cioè la Città, cioè San Francisco, è ammassata e bianca e grigia a sinistra, la baia è piatta, blu, qua e là appena increspata, punteggiata da piume bianche di barche a vela e motoscafi con la loro striscia candida.
E all'improvviso mi viene un'idea: nuotare fino ad Alcatraz.

DAVE EGGERS, L'opera struggente di un formidabile genio, 2001

1 commento:

Gbattm ha detto...

L'immensa spiaggia di Santa Monica mi ha fatto venire in mente questo passaggio del formidabile romanzo di Eggers. C'è dentro tutto, il sole, la sabbia, l'oceano, la gente di tutti i colori e di tutte le razze, c'è persino il Golden Gate (che deve essere piaciuto assai a Steve e Federica, dal loro viaggio hanno inviato due foto, entrambe col mitico ponte rosso alle spalle).
In più, trovo che il gioco tra Dave e Toph sia perfetto per la filosofia del Cratello. L'unica differenza è l'età...
E c'è anche Berkeley.
Barbara ha girato ieri un messaggio di Gianluca e Silvia che si trovano lì: c'è un clima molto positivo per Obama, malgrado gli attacchi della stampa (quasi) amica.
Sperem...