sabato 9 febbraio 2008

Io può


A voler vedere bene, molto prima di Obama ci era arrivato Spillo Altobelli, uno dei più raffinati intellettuali che il nostro paese ha conosciuto nel dopoguerra: "C'è chi può e chi non può: io può" (secondo alcune versioni - ancora più divertenti - avrebbe addirittura detto: io, modestamente, può"

Al di là della primogenia sullo slogan, il fatto è che anche Walter nostro ha fatto suo l'ormai celebre "Yes, We Can", coniando invero un più italiota "Si può fare" (pezzo trascurabile della Premiata Forneria Marconi, se non ricordo male, ma Walter ha scelto "Mi fido di te" di Lorenzo)

Ovvero, possiamo vincere anche da soli.

La scelta coraggiosa del Walter, bisogna ammetterlo, ha spiazzato un pò tutti.
Avversari e alleati (o ex).

Ha sicuramente sparigliato le carte in campo avversario, costringendo il Cavaliere Banana a rincorrere (finalmente!) e a metter su in pochi giorni un improbabile megalistone con dentro tutti, dalla Mussolini a Dini, da Gasparri a Rotondi, da De Gregorio a Mastella, costringendo Fini ad ammainare le sue bandiere senza nemmeno consultare la sua base (chissà cosa ne pensano...). E ha riaperto di fatto un solco con l'Udc: vedremo cosa farà da grande Casini.

Ha anche rianimato - quando in molti ormai avevano perso ogni speranza - un centrosinistra che versava in stato comatoso, fisicamente e psicologicamente provati da un calvario durato oltre 20 mesi.

Perchè, siamo sinceri, agli elettori mica si poteva raccontare la favoletta che è stata tutta colpa di quei pochi, Mastella e Dini, che alla fine hanno staccato la spina a Prodi (peraltro da tempo attaccato a una macchina per la respirazione artificiale).
Perchè non gli si poteva certo riproporre la solita alleanza ampia ed eterogenea, in cui nessuno è sostanzialmente d'accordo su nulla, con il solito programma di 300 pagine che contiene tutto e il contrario di tutto.

Dunque serviva una svolta, un'accelerazione.
E secondo me, se lo si analizza, è un rischio ben calcolato.
Con la riproposizione del film già visto, si profilerebbero infatti due possibili scenari. In caso di sconfitta, si aprirebbero gli ennesimi processi e rischieremmo di bruciare anche Veltroni, l'unico che oggi può fare la differenza (lo dicono tutti i sondaggi). In caso di vittoria (assai inverosimile per la verità: difficile che gli elettori possano premiarci dopo gli ultimi avvenimenti) non si riuscirebbe, a mio giudizio, come al solito a combinare nulla e ci si avvierebbe verso il consueto travaglio, con governi traballanti che cadono, si rialzano, magari con dei ribaltoni o dei ribaltini, oppure dei governi bis, o dei tecnici, e chi più ne ha più ne metta.

Tutto questo ci costa assai. Non è un processo indolore.
E' chiaro, io stesso ho il cuore diviso a metà, non posso certo ritenermi soddisfatto dell'ennesima divisione a sinistra.
Però quello che abbiamo davanti, la nostra storia recente, è un clamoroso fallimento.
Su tutta la linea. Dobbiamo ammetterlo, senza indugi.
Essere contro Berlusconi non è sufficiente. Non basta, o almeno non basta più.

Oggi è necessario fare anche proposte chiare e concrete (ne bastano poche) per un paese in declino, forse inesorabile. Imporre una svolta radicale e un ricambio generazionale. Abbandonando tatticismi esasperati e buttando in campo un pò di coraggio e di sfrontatezza.
Allora, avanti Walter.
Bene così.
Probabilmente non si vincerà, ma almeno si cadrà in piedi.

3 commenti:

Big ha detto...

Avendola sentita con le mie (peraltro ragguardevoli) orecchie, posso testimoniare che Spillo ha detto "io modestamente può".
Per il resto, sono perfettamente in linea con CJ (del resto dopo due o tre serate di riunione dell'unità di crisi, con conseguenti e sostanziose libagioni, si finisce per essere d'accordo su tutto e farsi dei pompini a vicenda).

blackbado ha detto...

Solo i coglioni non cambiano mai idea.
Io dopo un inizio qualche giorno fa apertamente in contrasto con la scelta del veltro di andare solo, sto pian piano valutando che forse in effetti era la sola via possibile.
Anche se mi restano forti dubbi sul futuro perchè a mio avviso per vincere in Italia è necessaria un'alleanza fra pd e cosa rossa, perchè ritengo che il pd non possa fare a meno della cosa rossa: non sto parlando dei dirigenti e dei diliberto di turno, ma di un movimento un pochino piu radicale che tenga vive alcune questioni, un vaccino contro alcune derive che ben conosciamo.
Detto questo come gia dicevo nel blog del big, ora ognuno puo fare la sua campagna elettorale con slancio e senza le solite mediazioni a cui eravamo costretti.
Nella probabile situazione di una sconfitta, dovranno essere bravi nei prossimi anni a costruire un vera alternativa di governo e li i nodi di un'alleanza a mio avviso imprescindibile verranno al pettine.
Un ultima nota su Pierferdidando Casini: ma che merda è?

Gbattm ha detto...

Be', anch'io mi riservo la chance di dire, in futuro: che cagata andare da soli...