lunedì 29 marzo 2010








Estratti dal Golden Dossier
http://shearwatermusic.com/

E chi li conosceva, questi Shearwater.
Nati come side-project dei piu’ celebri Okkervil River, ovvero come iniziativa collaterale di due loro membri (Will Sheff e Jonathan Meiburg; gli altri sono Howard Draper, Kim Burke e Thor Harris), giungono nel disinteresse generale alla conclusione di un’interessante trilogia - iniziata nel 2006 con “Palo Alto” e proseguita con “Rook” – dedicata, senza mezzi termini, alla distruzione del pianeta da parte dell’uomo.
"The Golden Arcipelago"e’ un un inno ecologista solenne e magniloquente , un vero e proprio concept ispirato alla vita degli abitanti delle isole Bikini, un luogo ideale e idealizzato posto ai confini del mondo e assai lontano alla cosiddetta civiltà occidentale.
Insieme all’album è possibile acquistare il volume “The Golden Dossier”, che mette insieme le immagini e le testimonianze accumulate dal leader durante i suoi viaggi nei luoghi più sperduti della terra: fotografie di aborigeni e progetti navali si accompagnano ad antiche mappe ed appunti di viaggio (qui da noi è impossibile trovarlo, ma è possibile scaricare gratuitamente la versione digitale dal sito ufficiale della band: http://shearwatermusic.com/).
La musica.
Le origini folk della band di Austin appaiono in questo nuovo capitolo piu’ sfocate, e le atmosfere bucoliche e sfumate degli esordi (“Hidden Lakes” e “Meridian”, aperta da un canto tribale) lasciano spazio a un rock concettuale e barocco, la cui accuratezza nei dettagli e la cui eleganza formale sfiorano il manierismo.
“Black Eyes” e “Corridors” sfoderano un’epica ampollosa stile prog ’70 (Van Der Graaf Generator) - la voce di Meiburg a tratti ricorda proprio il Peter Hammill piu’ declamatorio – mentre poetiche ed evocative sono il singolo “Castaways” e “God Made Me”, con un testo misticheggiante e un buon crescendo elettrico.
Il disco si chiude con due ballate appena sussurrate, “Uniforms” e “Missing Islands”, in bilico tra Radiohead e Sigur Ros.

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