giovedì 27 dicembre 2007

POPSONGS: XMAS 2007


Puntuale come l'acconto IVA del quarto trimestre, arriva anche quest'anno l'immancabile compilation di fine anno, a cura di contry joe e d.j. paulette.
Per ragioni di spazio, non è possibile qui segnalare la tracklist completa.
Anticipazioni:
i Radiohead fanno la parte del leone, con ben cinque estratti (All I Need, Nude, Videotapes, Faust Arp, Jigsaw Falling Into Place) dal loro ultimo capolavoro Inrainbows: nessuna sorpresa, ormai è noto l'apprezzamento di c.j. per quest'opera.
A questo proposito.
C.j. non aveva certo l'intenzione di interferire sul regolare svolgimento della consultazione "L'album dell'anno 2007".
Egli tuttavia vuole sottolineare che chiunque, dopo aver selezionato "Nude" sul lettore mp3 e dopo aver ruotato in senso antiorario - finché ce n'è - la manopola del volume, non provasse una piacevole sensazione di oblìo o almeno una pelle d'oca anche superficiale, beh, allora, sostiene c.j., questi dovrebbe farsi vedere alla svelta da uno bravo...
In ogni caso, Big e Beddolix stiano tranquilli: Vedder è presente con quattro brani (Rise, la meravigliosa Society, Long Nights e la cover '80 Hard Sun), e lo stesso vale per le scimmie artiche, o Arctic Monkeys (Fluorescent adolescent, If You Were There, Beware, Old Yellow Bricks, Teddy Picker sono pezzi che spaccano!).
Fratello J. apprezzerà invece Comelade (Smog On The Vermut, Stranger In Paradigm), Beirut (Eelphant Gun) e Banhart (Bad girl).
Per restare agli album votati nel sondaggio qui a destra, tre brani a testa per gli ormai classici White Stripes (Icky Thump, Little Cream Soda, You Don't Know What Love Is) e gli islandesi Sigur Ros, i preferiti di d.j. paulette (le eteree Agaetis Byrjun, Hljomalind, Von).
Bene anche Editors (Put Your Head Towards The Air, Smokers Outside The Hospital Doors - che gran titolo! - e The Racing Rats), gli alfieri dell'Alt-Country Wilco (Either Way, On And On And On, What Light) e Interpol (il gettonatissimo singolo The Heinrich Maneuver e, soprattutto, Pioneer To The Falls, gran pezzo).
La canzone d'autore, oltre che i soliti mostri sacri come Wyatt (la fantastica Just As You Are e Stay Tuned, ripresa da Anja Garbarek), Springsteen e Cave con i Grinderman, presenta tante novità interessanti: il londinese e giovanissimo Patrick Wolf (Augustine ed Enchanted sono due gioielli acustici di rara intensità), l'irlandese Damien Rice alla sua seconda difficile prova (Elephant, Me, My Yoke And I), il norvegese Sondre Lerche (After All, la ballad Tragic Mirror), gli svedesi Pelle Carlberg (I Love You, Imbecile, Middleclass Kid) e Jens Lekman, acuto songwriter di indie pop da camera (Friday Night at the Drive-In Bingo, Postcard to Nina) oltre alla rivelazione Keren Ann (The Harder Ships Of The World, Where No Endings End).
Sul versante indiepop, infine, trovano spazio gli Spoon, i Devastations, i Panda Bear, gli Odawas, gli Okkervil River, gli elettronici Stateless (Bloodstream, Down Here), i francofoni Superflu, i National (ottimo il loro noir-rock a la Tindersticks), i folkeggianti Backworld e l'ennesima "next big thing", ovvero gli Arcade Fire (Antichrist Television Blues, Intervention, Black Mirror).

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Non l'ho ancora sentito tutto ma fino ad ora mi piace. Grandi gli Arcade Fire di cui avevo molto apprezzato anche il lavoro precedente.
Bravo C.J., bella serata!

Anonimo ha detto...

Grandi davvero gli Arcade Fire dal Canada, per i quali la definizione di next big thing, spesso usata per fenomeni effimeri provenienti perlopiù dalla fulgida Albione, sia un pò ingenerosa.
Peccato solo che il nuovo album non ncontenga un pezzo grandioso, tipo la wake up del primo album.
Concordo su Nude e Society, acui aggiungerei la strepitosa Fake Empire dei National.
Riporto una recensione dal web:
...
"Fake Empire" è l'ultima spallata a quell'american dream di cui gran parte della cultura d'oltremanica, da Philip Roth a Bob Dylan, ne ha raccontato la disgregazione e la disillusione. Una bomba a mano rivestita di vaselina. Che ti entra nel cervello senza far male. Che ti passa nell'orecchio lasciando quel vuoto e quella sgretolazione di cui ti accorgi soltanto in seguito. Quando la musica è finita, quando le luci si spengono e la band lascia il palco.
...

Splendido quadretto newyorkese, davvero. E poi quella batteria che ricorda un pò Sunday Bloody Sunday...

Beccateveli da Letterman:
http://www.youtube.com/watch?v=NBujZr20O6M

Anonimo ha detto...

Grande pezzo, grazie all'amico anonimo per il link!

Anonimo ha detto...

Allora vi giro anche questo:
http://www.youtube.com/watch?v=KpQ6m2Qf918

Si tratta del trailer di Heima, il film girato dai Sigur Ros a testimonianza del loro originalissimo tour che ha toccato tutti gli angoli della loro incredibile e meravigliosa terra, l'Islanda.
A volte anche davanti a pochi intimi, probabilmente spesso davanti a persone che non conoscevano la loro musica quando non addirittura la musica contemporanea.
Un film da vedere, direi.
(al secondo n. 41 c'è il relitto di una nave che avevo fotografo anch'io! durnate il mio viaggio in islanda)