lunedì 29 settembre 2008

Una nostra esclusiva


E così anche il vecchio ciliegio se n'è andato, non c'è stato nulla da fare.
Era stato colpito da una malattia frequente in questa specie, tipo invecchiamento precoce, probabilmente per colpa di una potatura piuttosto barbara.
L'unica cosa da fare era abbatterlo, aveva sentenziato quest'estate il Serr***, il nostro esperto in materia, un esperto per la verità con la mano un pò pesante, fosse per lui raderebbe al suolo ogni cosa che c'è in giardino, diciamo pure che non è per l'accanimento terapeutico.
Povera pianta, ci eravamo affezionati, in fondo era giovane, solo un paio d'anni in meno del sottoscritto...

Rientrando a casa, quel grande vuoto dietro casa mi ha colpito nel cuore.

La sua assenza è già opprimente, sembra un paradosso, lo so, nel senso che quell'albero enorme incombeva sulla casa in modo sinistro.
La verità è che con lui al nostro fianco, a guardarci le spalle, è come se ci sentissimo più protetti.

Ma intanto le motoseghe scoppiettano senza pietà, e del vecchio compagno ormai non vi è più traccia, se non alcune radici talmente diramate che sarà difficile eliminare.
Oscar guarda gli operai al lavoro e sembra pensare, cazzo, non si può mai stare quieti, qui, tutti i giorni ce n'è una, ma non sono capaci di stare un pò fermi?
Aprendo gli scuri della finestra del soggiorno, noto che adesso c'è più luce, molta più luce, magra consolazione, per chi ha visto almeno una volta lo spettacolo che andava in onda ogni marzo che il cielo mandava in terra, con la nuova fioritura. L'altra nota positiva, penso, è che quest'autunno dovremo rastrellare parecchie foglie in meno, e questa è già più convincente, cazzo, so di cosa parlo.

Sento il suono di un clacson, esco sulla soglia e mi trovo davanti un tizio obeso, ma direi obeso in modo raccapricciante, un paio di occhiali con montatura alla moda e due gote rosse, che mi saluta dicendo: si sta bene qui.
Eh sì, faccio io.
Oggi c'è caldo, dice asciugandosi la fronte con il dorso della mano.
Stamattina c'erano sette gradi, dico io, ma adesso s'è scaldato.
Le interessano dei surgelati, mi fa.
Ci siamo, penso io, sono qui immerso nell'infinita poesia di un ciliegio caduto e arriva lo stronzo a vendermi i suoi fottuti surgelati.
Devo ammettere che mi sbaglio.
Lo guardo bene, infatti, è un personaggio straordinario, nel senso letterale del termine. Persino letterario, direi, mi ricorda quei venditori di bibbie usate che popolano i romanzi di Soriano.
Senza impegno, mi fa lui, abbiamo un filetto di merluzzo favoloso, o il minestrone di verdure, è fantastico.
Mah, sa, di solito se ne occupa mia moglie, prendo tempo io, e intanto penso al modo più sbrigativo per liquidarlo senza essere maleducato.
Fagli vedere i gelati, dice il tipo al suo aiutante, un anziano anch'egli sovrappeso che era ancora seduto nel furgone. Eccomi qui nella trappola, penso io, non devo cedere a questi due cazzoni per nessun motivo.
Certo, qui abbiamo la confezione mista, mi fa l'altro dopo aver rinchiuso lo sportello a doppia mandata della cella frigorifera, ci sono anche il biscotto al cioccolato e un'imitazione del magnum con le praline di cacao fondente. Sono una nostra esclusiva, aggiunge e mi porge un'anonima confezione senza marca o logo o quant'altro.
Sticazzi, dico io prendendo in mano la scatola, quant'è?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

my 2 cents:

http://cgi.ebay.it/PIANTA-DI-CILIEGIO-IN-FITOCELLA-giardino-prato-verde_W0QQitemZ160279159198QQcmdZViewItem?hash=item160279159198&_trkparms=72%3A1025|39%3A1|66%3A2|65%3A12|240%3A1318&_trksid=p3286.c0.m14

in cambio chiedo gelato di submarca

Gbattm ha detto...

Per il gelato vedremo, è un pò una loro esclusiva, dei due cazzoni intendo, non so se hanno piacere a spargere la voce...
per la pianta di ciliegio un pensiero ce lo faremo, anche perchè adesso c'è una voragine in mezzo al giardino da riempire in qualche modo!